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SUMMARY:Nel nome della madre e del padre - Costellazioni familiari & meditazione
DESCRIPTION:4 Febbraioo 2023 \n\n10.00 – 12.30\, 14.30 – 18.30 \n\nVia Lorenzo Bernini 2 (Trieste) \n\nPrenotazione Obbligatoria al 338.9861752 \n\ninfo@officineartistiche.it \nNEL NOME DELLA MADRE E DEL PADRE\nLeopoldo Aman Concini\nMi chiamo Leopoldo Aman Concini e mi sono formato come conduttore di costellazioni sistemiche con Siddho Marchesi e Anurag Gaeta. Oltre al lavoro con le costellazioni\, avvicino le persone alla meditazione. Le costellazioni mostrano la via\, ma solo nella presenza la possiamo percorrere. \nGli esseri umani hanno bisogno di appartenere\, è un bisogno ancestrale radicato nella memoria più profonda del nostro essere\, legata ai tempi in cui la sopravvivenza era possibile solo all’interno del gruppo. Nonostante oggigiorno ci sembri possibile “vivere soli”\, questo bisogno di appartenere condiziona inconsciamente e profondamente tutto il nostro agire\, in famiglia\, nelle relazioni\, nei gruppi di riferimento che frequentiamo e con cui collaboriamo\, dalle associazioni ai luoghi di lavoro. Il lavoro con le costellazioni familiari e la meditazioni agiscono in comunione\, su un piano di inclusione. Un essere guarito è un essere integrato; un essere integrato ha incluso; un essere che ha incluso è presente e non condizionato. \nC’è un aspetto che mi preme sottolineare\, che vuol essere un invito introduttivo a questo meraviglioso lavoro e riguarda l’esperienza.\nConoscere le costellazioni familiari e fare esperienza delle costellazioni familiari sono due aspetti complementari\, ma ciò che veramente ci può trasformare non è il conoscerne gli aspetti teorici formalizzati in molti anni di osservazione\, ma partecipare ad una giornata di lavoro e sentire ciò che ci tocca. È così per ogni aspetto della vita\, anche se la domanda più frequente che poniamo prima di aprirci all’esperienza\, per soddisfare la nostra  curiosità\, la mente o semplicemente per lenire i nostri timori ha a che fare con la richiesta di una spiegazione\, un ponte che ci sostenga nell’incertezza della nostra scelta.\nL’elemento fondamentale di questo lavoro è la prospettiva: nell’approccio sistemico\, l’individuo non viene considerato come un elemento a sé stante\, ma come parte di un insieme più grande\, il sistema familiare. Il suo comportamento individuale\, i suoi sentimenti e il suo atteggiamento vanno compresi nel contesto di questo gruppo più grande.  \nCome in ogni sistema\, anche in quello familiare ci sono leggi che guidano il comportamento individuale e che restano\, in gran parte\, implicite\, ovvero\, gli individui ne sono spesso inconsapevoli. Ad un primo livello\, quindi\, questo tipo di lavoro mira a portare alla luce queste leggi e cercare l’equilibrio più armonico possibile tra i membri che lo compongono. Così facendo\, ci rendiamo conto che il nostro destino è profondamente connesso a quello della nostra famiglia e che possiamo trovare la “soluzione” ai nostri problemi solo nello stesso luogo da cui originano. \nQuindi\, le costellazioni familiari sono un metodo per osservare le dinamiche e i legami di profondo amore che ci uniscono alla nostra famiglia di origine\, che talvolta sono disfunzionali e ci fanno soffrire.\nQuesto amore che ci lega viene definito “cieco” perché non è consapevole: noi non vediamo l’essere umano che ci sta di fronte o la situazione in cui ci troviamo per ciò che sono realmente\, ma li vediamo con occhi condizionati.\nQuando questa sofferenza è presente nelle nostre vite non ci permette di espanderci\, vizia le nostre relazioni affettive ed il rapporto con i figli o il partner\, mina gli ambienti di lavoro e ci porta a coltivare forti aspettative nei confronti del mondo: lo guardiamo per come dovrebbe essere e per come pretendiamo che sia\, ma non per ciò che è.\nNel nome della madre e del padre\, ovvero\, “come vedo la vita” e “come vado nella vita”: vedo il mondo in base all’immagine interiore che ho di mia madre e vado nel mondo condizionato dall’immagine profonda che ho di mio padre. La nostra sofferenza è sempre connessa a qualcosa di cui non siamo consapevoli perché ciò che ci condiziona lavora nell’ombra\, ma possiamo far cessare questo condizionamento portandolo alla luce. \nSe vado col pensiero alla mia esperienza personale\, questo lavoro mi ha permesso di vedermi con amore\, ha dato un senso e guarito il profondo dolore che provavo e mi ha portato dal campo della morte a quello della vita\, sperimentando che il cambiamento è possibile. \n\nTi aspetto.
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SUMMARY:Donne in Cerchio - Figlie della Luna
DESCRIPTION:17 Febbraio 2023 \n\nDalle 19.30 alle 21.30 \n\nVia Lorenzo Bernini 2 (Trieste) \n\nPrenotazione Obbligatoria. \n\ninfo@officineartistiche.it – Donatella: 338 986 1752 \n\nDONNE IN CERCHIO – FIGLIE DELLA LUNA\nIl 5° incontro del Ciclo “Figlie della Luna”\, un’occasione per portare nella nostra vita quotidiana momenti di bellezza\, di gioia\, di condivisione\, di ritualità\, di nutrimento per l’anima\, per poterci espandere ed esprimere la nostra creatività. \nVenerdì 17 Febbraio – 19\,30 > 21.30 \nc/o la sede dell’ASCD Officine Artistiche\, via Bernini 2 – TRIESTE \nCon Donatella Bolognini – accompagnamento musicale dal vivo \nINFO E PRENOTAZIONI\ninfo@officineartistiche.it – Donatella: 338 986 1752 \nIncontro a numero chiuso – prenotazione obbligatoria
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SUMMARY:Drum Circle
DESCRIPTION:24 Febbraio 2023 \n\nDalle 19.30 alle 21.30 \n\nVia Lorenzo Bernini 2 (Trieste) \n\nDai 10 anni in su \n\nPrenotazione Obbligatoria al 3351776757 (whatsapp) \n\nIl Drum Circle\nIl Community Drum Circle è un coinvolgente evento ritmico\, con percussioni di ogni tipo\, in cui il gruppo sperimenta la bellezza del suonare insieme in libertà. \nIl Drum Circle Facilitato è un metodo elaborato da Arthur Hull in cui un Facilitatore\, conduce il cerchio a diventare una vera e propria orchestra percussiva\, rendendo facile l’ascolto reciproco e la creazione condivisa di nuovi ritmi. \n\n\n\nPartecipare è semplicissimo\nAi Drum Circle troverai ad attenderti una sala allestita piena di strumenti diversi che potrai suonare in libertà. \n\nNon è un corso e si può partecipare ogni volta che lo si desidera.\nNon serve nessuna competenza musicale\nPerfetto sia per musicisti che per non musicisti\nÉ indicato ad adulti e bambini dai 10 anni in su\nI posti sono limitati\n\nDove e quando?\n\nVenerdì 24 Febbraio 2023\nNegli spazi di A.C.S.D. Officine Artistiche\, in Via Bernini\, 2 a Trieste\nAlle 19.30.\nL’evento durerà circa due ore ma sarà possibile lasciare il cerchio quando lo si desidera.\n\nLuca Zugna\nMusicista specializzato nelle percussioni dell’Africa Occidentale\, Educatore Musicale per l’infanzia\, Drum Circle Facilitator e Body Percussionist. \nFonde i concetti dell’Orff Schulwerk\, della Music Learning Theory e si ispira ai principi della Community Music Therapy. Il suo approccio è finalizzato in primis al sentire ed integra nei suoi percorsi elementi di vocalità e movimento rendendo il ritmo e la musica una Risorsa per le Comunità. \nPropone laboratori di musica di insieme\, Circle Music\, Community Drum Circle\, corsi di percussioni africane e percorsi di ritmica e sviluppo della musicalità per bambini e adulti. Propone inoltre percorsi musicali rivolti alla disabilità o a casi particolari\, finalizzati a favorire la comunicazione e l’integrazione sociale. \nwww.lucazugna.com \nCome iscriversi al Drum Circle\nPer riservare un posto ed avere informazioni sui costi:\nLuca 3351776757 \nI prossimi appuntamenti\n\nVenerdì 16 Settembre\nVenerdì 21 Ottobre\nVenerdì 18 Novembre\nVenerdì 16 Dicembre\nVenerdì 27 Gennaio\nVenerdì 24 Febbraio\nVenerdì 24 Marzo\nVenerdì 21 Aprile\nVenerdì 19 Maggio\nVenerdì 9 Giugno
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SUMMARY:Stage di Danza e Percussioni Africane con Giulia Ceolin e Cheikh Fall
DESCRIPTION:24 Febbraio 2023 a Udine \n\n Sala Marinella c/o Fitness University – viale Palmanova 464/12  (UD) \n\n25 e 26 Febbraio 2023 a Trieste \n\nVia Lorenzo Bernini 2 (TS) \n\nRiservato ai soci ACSD Officine Artistiche \n\nPrenotazione Obbligatoria \n\ninfo@officineartistiche.it – 338 986 1752 \n\nStage di Danza e Percussioni Africane con Giulia Ceolin e Cheikh Fall\nUn weekend all’insegna della danza e dei ritmi dell’Africa Occidentale con due grandi artisti del panorama nazionale. \nSerata Africana\nIl sabato\, a seguire\, rimarremo negli spazi di Officine Artistiche per festeggiare assieme e godere dell’ammaliante suono della Kora\, l’incantevole arpa africana. \nOrari\nGli eventi di Udine e Trieste sono da ritenersi due workshop separati. Per chi lo desiderasse è possibile iscriversi ad entrambi. \nVenerdì 24 febbraio a UdineSala Marinella c/o Fitness University – viale Palmanova 464/12 \n \n\n19\,30 > 21\,30 – stage di danza africana (liv. unico)\n\nSabato 25 febbraio a TriesteIn Via Bernini 2 \n\n13\,30 > 15\,30 – stage di percussioni\n15\,45 > 17\,15 – stage di danza africana (liv. principianti)\n17\,30 > 19\,30 – stage di danza africana (liv. intermedio/avanzato)\n\na seguire SERATA AFRICANA \nDomenica 26 febbraio a Trieste \n\n10\,00 > 12\,00 – stage di percussioni\n12\,15 > 13\,45 – stage di danza africana (liv. principianti)\n14\,00 > 16\,00 – stage di danza africana (liv. intermedio/avanzato)\n\nInfo e Prenotazioni\ninfo@officineartistiche.it\nDonatella: 338 986 1752\nStage a numero chiuso – prenotazione obbligatoria \n\n\nGiulia Ceolin\nNata nel 1983 a Monfalcone (GO)\, comincia la sua formazione in danza a tre anni con ginnastica ritmica\, jazz\, hip hop e danza classica. Nel 2000 in Irlanda incontra per la prima volta la danza africana e nello stesso anno comincia la formazione in questa disciplina. \nStudia in corsi e stage con vari insegnanti italiani e africani dal 2000 al 2005: Valentina Furlan\, Valeria Sangalli\, Monica Zazza\, M’Bemba Camara\, Ismail Bangoura\, Mama Adama Camara\, Bebe Djoula\, Fanta Camara\, Moustapha Bangoura per lo stile guineano.\nSolo Djenaba Djedju e Yelly Thioune per il Senegal.\nGerard Diby\, Gregoire Tibè\, Hiug Hanoy ed Eveline Mambo per la Costa d’Avorio.\nBrahima Coulibaly\, Merlin Nyakam\, Vincent Mantsoe\, Congo Bateria\, Norma Claire\, Koffi Koko\, Chantal Loial\, Vincent Haris Do\, Serge Some\, Simona Brunelli\, Chiara Martinoli per quanto riguarda le contaminazioni con altri stili.\nPer lo stile stile afro-cubano e afro-brasiliano stage periodici con Mano Amaro\, il Ballet de Camaguey\, il Goyo\, Franca Aimone e Adis Flores. \nDal 2004 periodicamente si reca all’estero per viaggi studio in Africa\, Brasile e Cuba per approfondire gli studi tradizionali e dell’afro della diaspora. \nFrequenta la scuola di teatro Tangram\, Teatro di Torino e continua a lavorare con la compagnia Silvia Battaglio per lo spettacolo “Io\, Lorenzo e Giulia”. \nFondamentali gli anni di formazione e lavoro nella compagnia “Kaidara Dance Company” di Bruno e Katina Genero a Torino con cui partecipa a vari spettacoli in Italia dal 2005 al 2011 e grazie ai cui insegnamenti decide di intraprendere la strada della danza. In seno alla compagnia si sviluppa la sensibilità verso l’afro-contemporaneo e le nuove tecniche di ricerca teatrale e coreutica. \nNel 2008 approfondisce la formazione di danza contemporanea e neoclassica lavorando in “Theverysecretdancesociety” di Raffaele Irace. \nNel 2008 comincia la collaborazione con Chiara Martinoli per la sua creazione ” Uomini e dei” e successivamente per “Cocoon” insieme a Cheik Fall e Douda Djubate. \nNel 2010 inoltre collabora con la compagnia “Sowilo” di Simona Brunelli. \nViene scelta come danzatrice per l’edizione 2011 di “Crossings”\, laboratorio di creazione coreografica a Johannesburg in Sudafrica diretta dal coreografo Vincent Sekwati Mantsoe e da Michel Kelemenis e nello stesso anno è selezionata dal Balletto dell’Esperia per una performance di danza contemporanea di Tino Seghal presso il Museo di arte contemporanea Castello di Rivoli (To): comincia il percorso nelle arti performative che la portano ad incontrare Francesca Cola con cui fonda il gruppo di ricerca VOLVON e nascono “L’Orlo del cominciamento”\, “Come se non ci fosse domani”\, “(pausa) – (pausa)”\, “We used to be lovers” e “Non me lo spiegavo il mondo”. \nDal 2013 collabora con il musicista eporediese Marco Bianchi “Cosmo” di cui cura le coreografie del primo live “Disordine” e successivamente la danza di “Turbo” e “Quando ho incontrato te”. \nNel 2009 comincia a sviluppare un proprio linguaggio di ricerca tra il teatro\, la danza africana e la danza contemporanea debuttando\, con il primo lavoro “Carmen” a Rovigo seguito da “Le carmeliche”\, “Me per tre”\, “Omaggio alla dona che vola”\, “Baccanti”\, “Passardala”\, “La luce la carne”\, “Il senso di ieri”\, “La luna che non si vede”. \nNel 2016 porta per la prima volta al Festival FIDO di Irene Tassembedo a Ouagadougou in Burkina Faso il suo primo solo ”EX-VOTO”\, produzione Baobab e Morenica Festival che va in scena anche a Milano nella prima edizione di Contaminafro. \nCrea spettacoli di danza afro contemporanea come nel 2013 “Oussiliye” e nel 2017 “Devotischeletri\, danza senza trama per solo sentire”. Dopo quest’ultima esperienza la ricerca creativa si sviluppa verso il concetto di danza rituale contemporanea. \nAttualmente lavora come insegnate di afro\, afro-contemporanea ed “Esplorazioni somatiche” a Ivrea\, Trieste\, Milano\, Torino continuando la ricerca performativa e coreografica presso il suo centro ad Ivrea “Baobab\, Musiche e danze d’Africa” di cui è socia dal 2013. \nCheikh Fall\nCheikh nasce a Dakar (Senegal) il 10 giugno 1982. \nAll’età di quattro anni\, inizia con il padre lo studio di strumenti utilizzati nei rituali\, quali i tabala e dalla madre apprende il canto religioso. \nAll’età di sette anni\, si avvicina al Sabar e il Djembé seguendo il suo primo maestro Baye Cheikh Mbaye\, fondatore del gruppo Bakh Yaye.\nApprofondirà lo studio con diversi maestri di percussioni\, quali Khalifa Konte\, Balla Niang Toure\, Amor Ngingue con il suo maestro di riferimento Kissima Diabaté di fama internazionale.\nAll’età di quindici anni\, intraprende lo studio della Kora con il maestro Amadou Fall\, korista di Babà Maal\, e in seguito\, con il maestro Soriba Kouyate\, virtuoso di questo strumento\, che collabora con musicisti come Peter Gabriel\, Youssou Nour\, Salif Keita e Paolo Fresu. \nQualche tempo dopo diventerà Djembé-solista all’interno del Balletto Djembé Rythme di Guediawaye e anche nel gruppo Bakh Yaye\, con il quale incide il suo primo disco del titolo “Ndioukel”. \nNel luglio 2005 partirà una tournée in Belgio\, in occasione del festival mondiale del folklore. \nNello stesso anno verrà chiamato in Italia per concerti\, stage e animazioni\, e si stabilisce a Genova. In questo contesto\, inizierà un’intensa collaborazione con la Banda di Piazza Caricamento\, con la quale incide due dischi “Babelsound” e “Nu-town”\, con Antonella Ruggero. \nNel 2007 inizia a lavorare con Saba Anglana\, cantante e attrice italo-etiope e con la sua band parteciperà all’incisione di due dischi “Biyo” e “LIFE changanyisha” e avrà l’occasione di collaborare con Nicolò Fabi. Negli anni a seguire partecipa al “Sangallo progect:ritmi e canti dell’Africa subsahariana” di Tate Nsongan\, artista camerunese membro del gruppo piemontese Mau Mau. \nNel novembre 2011 nasce “Kora Beat”\, un progetto musicale interculturale. L’intenzione è quella di sviluppare le potenzialità della Kora\, fondendo i ritmi e i suoni africani con strumenti occidentali quali il sax\, la batteria e il basso elettrico\, dando vita ad atmosfere musicali afro jazz\, blues\, latin e reggae. \nNel luglio 2015 esce il suo primo disco solista con il progetto Kora Beat “Afrique Unite” e 4 anni dopo il secondo CD “Yakar”. Nell’arco di questi anni con Saba Anglana\, viene invitato in Kenya da AMREF\, poi a Addis Abeba.\nNel 2015 è stato invitato al festival internazionale FIDO di Ouagadougou (Burkina Faso) insieme alla compagnia SOWILO e per partecipare agli stage organizzati da Irene Tassambedo presso la struttura scolastica EDIT da lei diretta. \nDal 2017 lavora presso la scuola Baobab di Ivrea come percussionista per accompagnare le lezioni di danza.\nDale 2019 tiene i corsi di percussioni bimbi.
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